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A 130 all’ora spariscono molte illusioni da brochure.

Quando si parla di consumi, città ed extraurbano raccontano una storia. L’autostrada spesso ne racconta un’altra. Ed è proprio lì che tornano fuori i soliti sospetti: aerodinamica, peso, motore che lavora in modo costante e, soprattutto, diesel che quando deve macinare chilometri continua a dire la sua senza troppi giri di parole.

Nella classifica pubblicata da alVolante sulle prove reali degli ultimi due anni, il primo posto se lo prende la Mercedes E 220 d mild hybrid con 20,0 km/l rilevati in autostrada. Subito dietro c’è la BMW 120d con 19,2 km/l, mentre a chiudere il podio arriva la Skoda Octavia Wagon 2.0 TDI con 18,2 km/l. Il dato interessante non è solo chi vince, ma come vince: con motori diesel ben ottimizzati, spesso aiutati da sistemi mild hybrid, su auto nate chiaramente per viaggiare.

In mezzo ai gasoli ci sono anche alcune sorprese. La Suzuki Swift mild hybrid benzina sale fino a 17,9 km/l e la Honda Jazz full hybrid si difende con 16,1 km/l, dimostrando che un progetto leggero e intelligente può ancora fare bella figura anche fuori dal contesto urbano. Però il messaggio generale resta abbastanza netto: quando la velocità è costante e il tratto è lungo, l’ibrido puro perde parte del suo vantaggio naturale, mentre il diesel torna nel suo habitat ideale.

C’è poi un altro aspetto interessante: non vincono solo berline o wagon basse e filanti. In classifica entrano anche modelli come Mercedes GLA 200 d e Volkswagen Tiguan 2.0 TDI, segno che pure un SUV, se ben motorizzato, può restare più che sensato per chi vive di autostrada. Certo, la fisica non si batte: una carrozzeria più alta parte con qualche svantaggio. Ma un buon diesel continua a compensare parecchio.

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