
Arriva a metà 2026 con frontale allineato ai nuovi modelli Kia, firma luminosa ridisegnata e una coda più pulita: la targa scende sul paraurti, i gruppi ottici secondari passano a un’impostazione verticale. L’obiettivo è avvicinare la Niro al linguaggio stilistico delle elettriche del marchio senza snaturarne proporzioni e praticità.
Dentro, l’aggiornamento più evidente è l’infotainment: doppio display affiancato (strumentazione + schermo centrale), volante rivisto e interfaccia più ordinata. Non è un cambio “a foglio bianco”, ma un salto di qualità nella percezione, utile anche per l’usato a fine ciclo.
Sul piano tecnico, la gamma resta centrata su ibrida full e plug-in, con continuità per la versione elettrica nei mercati dove c’è domanda solida. In prospettiva europea alcuni osservatori ipotizzano che la Niro EV lasci più spazio alla EV3 sui volumi “full electric”, ma al momento non ci sono comunicazioni ufficiali di dismissione: l’impostazione del restyling è conservativa, a garanzia di costi e tempi prevedibili.
Tradotto per chi guida: la Niro rimane la crossover “razionale” del listino Kia, con un’immagine più moderna e un abitacolo che invecchierà meglio. Per chi arriva da un’ibrida tradizionale, la PHEV è la porta d’ingresso all’elettrico quotidiano, a patto di ricaricare spesso; per chi vive soprattutto in città, l’HEV resta la scelta più semplice e prevedibile.

