
Che cosa cambia in concreto?
Da febbraio 2026 entra in funzione un sistema che mette in evidenza i veicoli con richiami aperti non eseguiti entro 24 mesi dall’avvio della campagna. L’obiettivo è evitare che interventi importanti restino sospesi per anni.
Perché è un tema più serio di quanto sembri?
Perché un richiamo non eseguito non è “una nota burocratica”. Può riguardare componenti di sicurezza, e quindi trasformarsi in un problema di circolazione, di assicurazione e, nei casi peggiori, di responsabilità in caso di sinistro.
Cosa rischia il proprietario?
Sanzioni economiche e provvedimenti che possono arrivare a fermare il veicolo finché l’intervento non viene effettuato. Inoltre, se un incidente è collegabile al difetto richiamato e non riparato, possono emergere conseguenze assicurative.
Chi ci guadagna da questo sistema?
Il mercato dell’usato, se gestito bene. Una delle piaghe dell’usato è l’opacità: “che manutenzioni ha fatto?”, “ha richiami pendenti?”. Rendere più facile la verifica riduce brutte sorprese e migliora la qualità complessiva del parco circolante.

