
Daihatsu riaccende i riflettori sulla Copen con una concept che anticipa il modello di serie. Si chiama K-Open, ed è l’idea più pura di spider compatta: due posti secchi, motore anteriore, trazione posteriore. Design corto e muscoloso, passaruota svasati, roll-bar a vista e un cofano che strizza l’occhio alla prima Copen dei primi anni Duemila.
La taglia è quella giapponese delle kei, quindi molto compatta: perfetta per città e strade strette, con il vantaggio del peso piuma che promette un’auto “di mani” più che di cavalli. Per intenderci, non parliamo di una supersportiva da numeri altisonanti, ma della classica roadster leggera che diverte alle andature normali, dove conta la risposta dello sterzo più dei decimi sullo 0-100.
Interessante anche la regia del progetto: lo sviluppo dinamico coinvolgerà direttamente Akio Toyoda, notissimo per la sua passione per le auto guidate davvero. È un segnale chiaro di quale sia l’obiettivo: tornare a un piacere di guida semplice, immediato, senza filtri.
Capitolo Europa: piedi per terra. Al momento la strada più probabile resta il mercato domestico, e l’eventuale sbarco da noi non è affatto scontato. Se mai arrivasse, avrebbe un pubblico preciso fatto di appassionati che cercano una “pocket roadster” diversa da tutto il resto.
Morale: non è l’ennesimo SUV né un esercizio di stile. È il richiamo a un modo di guidare che molti credevano perso. Piccola, leggera, posteriore. Se la metteranno davvero in produzione, sarà una ventata d’aria fresca.

