
Dal 15 gennaio il cuore della Capitale diventa “Città 30”: all’interno della ZTL Centro Storico il limite scende a 30 km/h, con segnaletica aggiornata e controlli dedicati. L’obiettivo dichiarato è ridurre incidenti e gravità degli impatti in un’area a fortissima compresenza di auto, pedoni, bici e turisti, e farlo in modo stabile, non solo con blitz temporanei.
Nel primo periodo le autorità hanno parlato di una fase di assestamento, con controlli soprattutto mobili e ben segnalati. I varchi non sono pensati come “trappole”, ma come presidio progressivo: la linea è partire dal centro, mettere ordine alla rete viaria e poi allargare la maglia ai quartieri limitrofi. Non è un’operazione estetica: la logica è dimezzare l’energia cinetica media in gioco e, con essa, la probabilità che un urto si trasformi in evento grave.
Nel perimetro ZTL non fanno eccezione neppure alcune arterie storicamente più scorrevoli. La scelta politica è netta: priorità alla sicurezza e alla convivenza degli utenti della strada rispetto alla velocità di punta. È un cambio di paradigma che Roma prova a rendere strutturale, affiancando misure di enforcement a un adeguamento diffuso della segnaletica.
Il piano non si ferma al Centro: l’amministrazione ha indicato una progressiva estensione del limite a ulteriori assi urbani e a un ampio numero di strade, con un cronoprogramma legato alla posa dei cartelli, al monitoraggio dei flussi e alla disponibilità della Polizia Locale. È una riforma “a cerchi concentrici”, che punta a rendere coerente il sistema nel giro di pochi mesi.

