
La notizia della scomparsa di Shunsaku Tamiya ha colpito molti appassionati in tutto il mondo. Non servono proclami solenni per raccontare il peso di un nome come il suo: basta guardare qualsiasi scaffale di modellismo per capirlo. Con lui, Tamiya è diventato qualcosa di più di un marchio: è diventato uno standard.
Un’eredità fatta di passione e ingegno
Alla guida dell’azienda di famiglia dagli anni ’70, Tamiya ha imposto uno standard elevatissimo: ogni kit, ogni pezzo doveva essere non solo bello da vedere, ma anche piacevole da costruire. Con la sua supervisione sono nati modelli iconici in scala 1:35, le leggendarie Mini 4WD, le auto RC da competizione e perfino kit educativi per avvicinare i più giovani all’ingegneria e alla tecnica.
Modellismo come esperienza formativa
Per Tamiya, il modellismo non era un semplice passatempo. Costruire un modello significava imparare concentrazione, logica, manualità e pazienza. In un mondo sempre più digitale, ha voluto difendere il valore del “fare con le proprie mani” come forma di apprendimento e divertimento.
La giornata dedicata ai bambini
Tra le tante iniziative che ha promosso, spiccava il “Kids Only Day” durante lo Shizuoka Hobby Show: una giornata speciale dedicata ai più giovani, a cui teneva particolarmente. Lì, tra stand e modelli, i bambini potevano scoprire il mondo Tamiya in prima persona, guidati dalla curiosità e dalla meraviglia. Era sua abitudine accoglierli con un sorriso che diceva tutto, molto prima delle parole.
Uno spirito che resta
La filosofia di Shunsaku Tamiya ha attraversato decenni e generazioni. Oggi, i suoi modelli continuano a viaggiare su piste improvvisate, tavoli da lavoro e vetrine di appassionati in tutto il mondo. Il suo messaggio, però, va oltre la plastica e le vernici: credere nella qualità, nella bellezza delle cose ben fatte, e nel piacere di costruire qualcosa con le proprie mani.
Una vera icona dell’artigianato tecnico e della cultura giapponese, che ha reso il modellismo qualcosa di più di un gioco.


