
Stellantis annuncia una nuova fase di riorganizzazione industriale: entro la fine del 2025, la produzione delle Maserati GranTurismo e GranCabrio sarà trasferita da Torino a Modena, sede storica del marchio del Tridente. Il sito di Mirafiori, da cui verranno spostati i modelli sportivi, rafforzerà il proprio ruolo strategico puntando sulla produzione della nuova Fiat 500 ibrida.
Questa nuova 500, definita “modello cruciale per il futuro del gruppo”, diventerà l’asse portante del rilancio torinese. Gli operai attualmente coinvolti sulla linea Maserati verranno progressivamente reimpiegati nel nuovo progetto, mentre altri saranno assegnati alla produzione meccanica dei cambi Edct e C514, oltre che alle attività legate alla Circular Economy, un’area in espansione che punta a garantire maggiore stabilità occupazionale nel comprensorio.
Pur con il trasferimento, Mirafiori manterrà un legame con il marchio Maserati attraverso la prosecuzione delle attività di lastratura e verniciatura per i modelli GranTurismo e GranCabrio.
Una scelta industriale strategica
Il ritorno della produzione Maserati a Modena viene definito una scelta industriale strategica, capace di rafforzare le radici del marchio e unire tradizione e innovazione. L’avvio della produzione emiliana è previsto per il quarto trimestre del 2025, con l’obiettivo di valorizzare un polo oggi sottoutilizzato e segnato da ricorso alla cassa integrazione.
La posizione dei sindacati
La riorganizzazione è accolta positivamente dalla maggior parte delle sigle sindacali, che intravedono nella mossa un’opportunità per rafforzare l’officina modenese e ridare slancio alla produzione. Tuttavia, viene ribadita l’urgenza di nuovi modelli di massa per garantire la piena saturazione dello stabilimento di Mirafiori. I sindacati chiedono che la nuova linea ibrida sia solo il primo passo di una strategia più ampia, in grado di consolidare il sito torinese nel lungo periodo.
Secondo quanto emerso, la vecchia linea Maserati di Torino non sarà trasferita, e il sistema produttivo adottato a Modena ricalcherà quello attualmente utilizzato a Mirafiori. È previsto un incontro tra azienda e rappresentanze sindacali nella settimana successiva per aggiornamenti sul piano industriale complessivo, in parallelo a contatti istituzionali con il Governo.
Più critica la posizione di una parte sindacale, che considera questo trasferimento un segnale di debolezza per il brand del lusso e denuncia l’insufficienza dei volumi produttivi previsti per saturare entrambi gli impianti. Secondo questa visione, lo spostamento potrebbe indebolire Mirafiori senza fornire una reale soluzione ai problemi produttivi di Maserati.

