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Il 2025 di Tesla nel Vecchio Continente non somiglia a quello dei primi anni di dominio. A ottobre, mentre le immatricolazioni di auto elettriche nell’Unione Europea raggiungevano nuovi record e la quota di mercato superava il 18%, il marchio di Elon Musk ha subito un crollo delle consegne. I numeri parlano di un calo quasi dimezzato rispetto all’ottobre precedente, con poco meno di seimila vetture immatricolate nell’UE, e un andamento negativo consolidato anche se si include il Regno Unito. Nel cumulato dei primi dieci mesi, la flessione resta pesante: le targhe Tesla sono lontane dalle oltre 190 mila dello scorso anno.

Questa frenata è ancora più evidente se si guarda al contesto generale. In Europa le vendite di full electric sono aumentate del 38% a ottobre, toccando volumi record; dall’inizio dell’anno si contano più di 1,4 milioni di nuove elettriche, una crescita superiore al 25%. I mercati più attivi sono Germania, Belgio, Olanda e Francia, che da soli rappresentano oltre metà delle immatricolazioni, ma l’accelerazione non si riflette sui risultati di Tesla.

Le ragioni della crisi sono diverse. Innanzitutto il costruttore continua a presidiare solo i segmenti medio-alti, con una gamma ridotta ai modelli 3 e Y. L’assenza di proposte nei segmenti C e B, dove si gioca una parte importante delle vendite, pesa molto, così come il ritardo nel vedere gli effetti delle versioni “entry level”. In un panorama dove ogni mese arrivano SUV compatti e berline elettriche di marche cinesi e dei grandi costruttori europei, l’offerta a stelle e strisce appare sempre più limitata. Non è un caso se a ottobre la Model Y è uscita dalla top 50 dei modelli più venduti, dopo aver vissuto l’illusione di un primato europeo in settembre; nel frattempo la Dacia Sandero è tornata in cima alla classifica, tallonata da Renault Clio e Volkswagen T-Roc.

Resta da capire se i segnali di sofferenza europea saranno compensati dal mercato statunitense, dove l’ultimo trimestre positivo di Tesla è stato sostenuto da acquisti anticipati per sfruttare gli incentivi fiscali in scadenza. Senza un rinnovamento della gamma o un ingresso nei segmenti più popolari, il 2025 rischia di confermare la fine del periodo di supremazia europea di Tesla.

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