
Toyota rimette in strada lo spirito FJ in formato compatto. La nuova Land Cruiser FJ è un fuoristrada vero, con telaio a longheroni, trazione integrale inseribile e cambio automatico a sei rapporti. Le proporzioni sono da “scatola robusta” come tradizione: 4,57 metri di lunghezza, 1,86 di larghezza, 1,96 di altezza e passo di 2,58 metri. Dentro ci sono materiali pensati per durare, maniglioni dove servono e comandi separati per clima e funzioni principali: niente fronzoli, tanta praticità.
Sotto il cofano lavora un 2.7 benzina quattro cilindri da circa 163 cavalli e 246 Nm. È una scelta conservativa, più orientata all’affidabilità che alla corsa ai numeri. La trazione è part-time, con ridotte, per affrontare sul serio sterrati e mulattiere. L’assetto e gli angoli caratteristici nascono per l’off-road, non per fare scena in città.
Il design è una dichiarazione di intenti. Paraurti scomponibili con angoli smontabili, facilmente sostituibili dopo una toccata. Possibilità di fari rotondi in alternativa ai gruppi più squadrati. Snorkel e accessori dedicati, pannelli interni tipo MOLLE per fissare attrezzi e cinghie, ruota di scorta esterna dove ci si aspetta di trovarla su un fuoristrada serio. È la logica del “riparo e riparto”, che fa la differenza lontano dall’officina.
La posizione in gamma è chiara: più piccola della serie 250, più accessibile, più essenziale. È la porta d’ingresso al mondo Land Cruiser per chi vuole un mezzo autentico, senza compromessi estetici. Il debutto commerciale è previsto in Giappone nel 2026 e, al momento, non sono previsti arrivi in Europa. Se cambierà qualcosa, lo scopriremo strada facendo.
In sintesi, la FJ torna a ricordare perché i Land Cruiser sono diventati un’icona: meccanica sincera, robustezza, manutenzione semplice e un design che mette l’uso davanti a tutto. Una formula che convince oggi quanto ieri.

